Come ogni estate il caporalato ridiventa attualità e emergenza. Non che il resto dell’anno scompaia, ma il volume di pomodori e arance e la conseguente quantità di raccoglitori mobilitati nella stagione lo rende nuovamente una notizia.

Come ogni estate si muovono i giornalisti con i reportage, i sindacati coi rapporti, la politica con le proposte di legge, le associazioni con i propri volontari sul campo.

In questa estate 2016 si segnala il passaggio al Senato del disegno di legge per il contrasto al caporalato, che riscrive il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (il testo andrà all’esame della Camera).

La Flai-Cgil ha pubblicato il terzo Rapporto su agromafie e caporalato. Confagricoltura Puglia ha fatto notare che i controlli di legge rallentano la produzione. Provocando l’applicazione di penali da parte della Grande Distribuzione Organizzata, che a sua volta è accusata di provocare lo sfruttamento pretendendo prezzi sempre più bassi per salvaguardare i propri margini di guadagno (qui il report di #FilieraSporca).

Sul fronte delle associazioni, oltre a quelle impegnate sul territorio con l’assistenza umanitaria e legale ai lavoratori (mentre finiscono i fondi) e con l’istituzione di filiere pulite (come per esempio nei progetti #SfruttaZero e Funky Tomato), va segnalato il sito di advocacy e petizioni on line Progressi, con la campagna Stop al caporalato Coltiviamo la legalità.

Fortee ha deciso, con Danijel Zezelj, di sostenere un progetto straordinario di empowerment: Radio Ghetto Voci Libere.

Qui potete ascoltare le trasmissioni, che vengono trasmesse anche da diverse radio in diverse regioni d’Italia: Radio Ciroma 105.7, Radio Fragola, Radio Beckwith Evangelica, Radio Barrio, Radio Città del Capo, Radio Città Aperta, Radio Blackout 105.250.

Le trasmissioni in italiano, ovvero di Radio Ghetto Italia. Perché nel Ghetto di Rignano Garganico la radio trasmette per l’80% del tempo nelle diverse lingue dei suoi residenti: dal bambarà al jola, dal wolof al pular, dal moré al francese e all’inglese.

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